Feste Medievali

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Spesso ancora mi capita di ascoltare la meraviglia che molti visitatori della mia regione, la Sicilia, manifestano quando scovano feste e manifestazioni particolari. Così come molti sono infatti convinti che in Sicilia ci sia soltanto il mare, cosa peraltro abbastanza scontata essendo un isola, lo stesso avviene quando si trovano di fronte a feste popolari come quella di Sant’Agata nel capoluogo etneo o come le centinaia di sagre e rievocazioni storiche. E se forse è assai noto che Sicilia significa anche Magna Grecia, con l’inestimabile patrimonio che Agrigento, Segesta, Selinunte e Siracusa portano con sé, forse non molti sanno che a Piazza Armerina, celebre per la Villa Romana del Casale, si tiene ogni anno in estate il Palio dei Normanni, rievocazione storica di fatti accaduti oltre mille anni fa.

Come accade in una miriade di paesini lungo il nostro Stivale, anche in Sicilia l’estate si riempie anche di piccole e grandi sagre, di nuove e vecchie rievocazioni storiche. Fra esse, alle porte di Catania nella cittadina di Motta Sant’Anastasia, si tengono ad agosto le Feste Medievali.

Pur essendo a nemmeno quindici chilometri dalla mia abitazione catanese non ero mai stato a Motta Sant’Anastasia che conoscevo più per la base americana di Sigonella che occupa anche una parte del suo territorio comunale. Non sapevo quindi che avevamo – a pochi chilometri da casa – un bellissimo borgo di origine normanna, costruito su quello che in gergo è chiamato neck, un collo vulcanico, una sorta di torre (un collo, appunto) nel bel mezzo della piana catanese.

Abbiamo visitato Motta durante le Feste Medievali, rievocazione storica della vita al tempo della dominazione normanna.

Ce n’è per grandi e piccini: mia figlia, la vedete al centro delle foto qui sopra, appena ha visto un trono le si è adagiata su. Sicuramente la posa non sarà stata molto regale ma lei si è divertita molto a far finta di essere la principessa!

Lungo le viuzze di Motta vengono allestite ambientazioni del tempo che destano la curiosità e l’interesse dei visitatori.

E mentre si attende che le braci vadano a puntino e si riesca a mangiare un po’ di carne arrosto ecco che si può persino ammirare l’Etna al calar del sole che sorveglia da lontano tutta la piana di Catania: una vera meraviglia anche per noi che siamo soliti osservare la nostra montagna dal balcone di casa.

I più piccoli ovviamente cominciano ad annoiarsi: il cibo non è pronto e gli spettacoli ancora devono cominciare.

Mentre la gente si comincia a riversare sulle grandi tavolate, ecco che personaggi più o meno bizzarri fanno il loro ingresso in piazza. Nel frattempo i vicoli di Motta sono parecchio suggestivi grazie a una sapiente illuminazione.

Finalmente arrivata la sera ecco il corteo con i costumi d’epoca che comincia a muoversi per le vie della città: dame e cavalieri cominciano a sfilare e noi possiamo ammirare i colori e le fattezze dei loro abiti.

Le serate ad agosto sono piacevoli: l’Etna con i suoi 3300 metri di altezza garantisce un’escursione termica notevole, così spesso al caldo del sole estivo del giorno si sostituisce una gradevole e fresca temperatura che sulla rupe di Motta invita le persone a godersi chiacchiere e cibo. Un giullare appare per strada e ci dà appuntamento a un palco lungo il percorso.

Non ce lo siamo fatti ripetere due volte, ovviamente, così che eravamo in prima fila per assistere allo spettacolo del nostro giullare, spettacolo che – come potete vedere – è piaciuto molto alla nostra piccolina e alla grande folla che si è assiepata davanti al palco.

Il corteo nel frattempo si è popolato di altri personaggi e di altri figure: nobili del tempo, guerrieri, dame, paggi. Sembra effettivamente di trovarsi indietro di qualche millennio, come se una macchina del tempo ci avesse trasportato al tempo del massimo splendore della Sicilia.

Arriviamo alla fine della serata: nella piazza più grande di Motta va in scena lo spettacolo finale con sbandieratori e ballerini che si esibiscono in balli del tempo. Sembra di vedere le corti normanne che si animano a festa: tantissima gente si è radunata attorno e gli artisti sono veramente molto bravi.

I bambini soprattutto sono affascinati: per loro così attaccati ai giochi moderni tutto ciò desta un’attenta curiosità.

Le Feste Medievali di Motta Sant’Anastasia sono state una piacevolissima sorpresa. Sapevamo del Palio dei Normanni di Piazza Armerina ma non eravamo proprio a conoscenza che sotto il nostro vulcano fossero state organizzate le rievocazioni medievali. Tutto ciò è infatti motivo di orgoglio: la Sicilia ha una storia antichissima che si perde nella notte dei tempi. E il periodo normanno fu l’inizio della grande dominazione che dall’isola arrivò fino alla metà del Continente, con il Regno delle Due Sicilie che resistette fino al 1860. Sono molto felice che si stiano realizzando questi progetti culturali per una serie di motivi: il primo è che i nostri figli comincino ad avere familiarità con la nostra storia. In un’epoca assai fluida e veloce, quale quella che viviamo, il ricorso alle rievocazioni storiche ha il grande pregio di ritornare a ritmi più vicini alla natura umana e più distanti dalla velocità delle comunicazioni elettroniche. E quando questi ritmi si innestano nella storia di un territorio essi hanno il pregio di far ragionare i nostri figli su temi storici, filosofici e religiosi che costituiscono le fondamenta della nostra società.

C’è anche però un altro motivo: la cultura è qualcosa che può essere un efficace mezzo di contrasto contro la criminalità organizzata perché rende più liberi e più autonomi gli uomini e le donne che diverranno cittadini nel futuro. Ed è infatti spesso contrastata proprio dai fiancheggiatori delle cosche che preferirebbero un popolo più ignorante che può maggiormente plasmarsi ai desiderata dei capi banda.

Per chi si trova a visitare Catania durante le ferie agostane consiglio vivamente di trascorrere un pomeriggio e una serata a Motta Sant’Anastasia: troverà una piacevole sorpresa dopo una lunga e calda giornata di mare.

p.s. Dedico questo post a una donna, accanita viaggiatrice e brava fotografa, che purtroppo è venuta da poco a mancare. Si chiamava Letizia. Quando vide sul mio profilo privato Facebook una di queste foto, quella con mia figlia ritratta mentre era intenta ad applaudire il giullare, commentò sì lodando la bellezza della bambina ma aggiunse anche “… e bravo il fotografo!”.
Amava viaggiare e ritrarre i volti delle persone che incontrava in giro per un mondo che aveva visitato tantissimo. Era originaria di Reggio Calabria e spesso capitava di fermarci a parlare delle nostre cucine tradizionali. Un giorno mi ringraziò perché finalmente le avevo chiarito un dubbio che le era costato una vibrante discussione con alcuni colleghi sulla caponatina: sostenevano infatti costoro che la caponata fosse soltanto di melanzane mentre lei insisteva che anche i peperoni facessero parte della ricetta classica. Così quando mi vide mi bloccò e mi disse: «Peccato non ci fossi anche tu, ieri!» – raccontandomi l’accaduto. Le risposi che la caponatina in realtà era differente a seconda della zona della Sicilia e che comunque lei evidentemente conosceva meglio quella orientale perché Reggio è giusto al di là del Faro di Messina! Parlammo e ridemmo tanto delle bontà che si potevano gustare nelle nostre terre. Qualche giorno dopo non la vidi più: seppi che s’era aggravata. Spero che ovunque si trovi adesso possa assaggiare tutti i tipi di caponatina che desiderava e che meritava provare.
Che riposi in pace.

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