Il Brasile dal divano

 In UN CALCIO DAL DIVANO
L’avventura dell’Italia è finita. Per la terza volta (e la seconda consecutiva) in vita mia, assisto a un’ingloriosa eliminazione della Nazionale al primo turno. Era già accaduto nel 1974, nel 2010 ed è successo di nuovo martedì sera. È un’eliminazione che fa male, visto che si era partiti battendo l’Inghilterra all’esordio e che le avversarie erano abbordabili. Ma nel 1974 (avevo otto anni!) l’Italia presentava una squadra forte nei nomi e logora nei giocatori più importanti (Zoff escluso), e l’eliminazione fu la base per la costruzione del ciclo di Enzo Bearzot, dopo un breve ma utile interregno di Fulvio Bernardini.

Nel 2010 si sperava accadesse la stessa cosa, visto che il ciclo di Lippi aveva toccato l’apice a Berlino, e la squadra portata in Sudafrica non aveva capo né coda. Il progetto di Prandelli sarebbe dovuto partire da quella sconfitta per ricostruire una Nazionale competitiva; il buon esito dell’Europeo del 2012, con la sconfitta in finale ad opera della Spagna, sembrava un buon incoraggiamento in vista dei mondiali brasiliani. Invece…

L’eliminazione, oltre alla delusione immediata, mette a nudo i problemi del calcio italiano, che sono economici, di programmazione e ovviamente tecnici; mi permetto di aggiungere morali.

Sinceramente ero convinto che l’Italia passasse il turno, perchè ritenevo che la squadra fosse superiore all’Uruguay ma l’espulsione di Marchisio (che – per me – non è colpa dell’arbitro), la fragilità della difesa, la prestazione sottotono di Pirlo e dei due attaccanti, sono le cause immediate di questa precoce eliminazione. Però i problemi del nostro calcio sono di ordine più generale, come accennavo prima. L’industria calcio è un prodotto in crisi di fatturato, di spettatori e di successi. La squadra che vince lo scudetto da tre anni, in Europa ha fallito ripetutamente; la serie A è diventata un campionato di serie B rispetto a quello spagnolo, inglese, tedesco, direi anche francese. Mi pare che nessun calciatore della serie A sia protagonista in questo mondiale. Non so a quanti anni fa bisogna risalire per trovare un’analogia; forse proprio al 1974. Prandelli e Abete si sono dimessi: credo che sia il secondo più colpevole del primo. Nulla ha fatto per dare un minimo di credibilità al nostro calcio. E credo che i giocatori convocati da Prandelli fossero i migliori, visto l’infortunio di Pepito Rossi.

Chi vincerà adesso? All’inizio del mondiale avevo pronosticato Germania, aggiungo l’Olanda. La sorte un giorno si deciderà a risarcire questa nazione che ha giocato tre finali mondiali, e non ne ha mai vinta una. E una volta soltanto a causa del vergognoso arbitraggio di un arbitro italiano, ricordiamocelo quando parliamo male degli arbitri stranieri.

Concludo con un accenno sulle polemiche che coinvolgono Balotelli ed i “senatori“. Premesso che il centravanti azzurro non ha giocato bene in questi mondiali, trovo ridicole le accuse che gli vengono mosse dai “compagni“. Quanti palloni giocabili ha avuto? L’unico errore che gli si può imputare è l’occasione fallita contro la Costarica, ma ha segnato un gol decisivo contro gli inglesi. Buffon e Chiellini dove erano in occasione del gol della Costarica? La difesa schierata nemmeno salta in occasione del gol di Godín: sarà colpa di Balotelli anche quello? Non è che il problema è che verso Balotelli si erano riposte aspettative troppo alte, e cioè che dovesse vincere le partite da solo, come era accaduto nella semifinale dell’Europeo 2012 con la Germania?

 

(foto: fonte Sky)

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