Arte e fiori

 In REPORTAGES, VIAGGI

Il periodo pasquale in Italia è un pullulare di iniziative che coniugano il sacro e il profano, la religione e le tradizioni più legate alla natura. Fra i più tipici eventi vi sono le infiorate che lungo la Penisola allietano le comunità e attirano turisti, curiosi e visitatori verso antichi borghi medievali. In questo post vi porto in giro per Spello, pochi chilometri a nord di Spoleto lungo la strada verso Assisi e Perugia, una di quelle meraviglie medievali che il nostro Belpaese offre ai suoi cittadini e ai suoi tantissimi visitatori.

Le rappresentazioni sono meravigliose e riguardano figure religiose, come la Madonna con Gesù Bambino oppure Adamo ed Eva.

Balconi addobbati con i fiori e piazze decorate con opere meravigliose regalano al visitatore una freschezza che ritempra lo spirito.

Rose bianche, fiori di mille colori, alberi che si colorano sotto il sole ormai caldo di primavera: Spello dà sicuramente il meglio di sé durante il fine settimana del Corpus Domini.

Anche tra vicoli e stradine assai strette, tipiche dei paesini medievali dell’Umbria, contengono dei veri e propri capolavori che hanno l’unico difetto di dover volar via al primo soffiar di vento o al ritorno della pioggia.

Ma la maestria con la quale gli artisti decorano il manto stradale è ineguagliabile. In particolar modo i volti che appaiono quasi dipinti, più frutto del pennello di un pittore che della sapiente mano dei maestri infioratori di questa cittadina.

Ma Spello non è solo infiorata: è anche arte e architettura, con uno straordinario lascito che la città ha ricevuto nei secoli da artisti e architetti del tempo. E per il fatto che l’Umbria tutta è stata parte dello Stato Pontificio fino al 1860, le Chiese presenti sul territorio spellano custodiscono capolavori straordinari, come la Natività del Pinturicchio che qui vedete al centro di queste tre fotografie e che affresca la parete principale della Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore , dal nome del priore che chiese al pittore perugino di decorare la cappella e che divenne successivamente vescovo.

A me è piaciuta molto la Chiesa di San Lorenzo: al tramonto un raggio di sole penetra dal rosone e illumina proprio l’altare posto sotto il baldacchino, conferendo alla scena una particolare spiritualità.

Anche gli interni sono molto belli, con splendide vetrate e un’ampia e semplice navata.

Fuori dalla chiesa, un’originale rappresentazione del creato e un cartellone inneggiante la pace, oltre che l’affresco di Santa Veronica Giuliani che proprio a Spello appresi essere la patrona dei fotografi

Infine la Spello romana: la porta consolare, che vedete al centro di quest’ultimo trittico di fotografie, è l’ingresso principale della città e parte di una cinta muraria bellissima e che si è conservata praticamente intatta nel corso dei secoli.

Tra le tante meraviglie dell’Umbria, Spello è sicuramente uno dei più suggestivi borghi dell’intera regione. Ha dalla sua la posizione: in mezzo alla valle spoletina, da un’altitudine di 280 metri sul livello del mare, si gode un bellissimo panorama su Foligno, Trevi, Montefalco, Bevagna, Assisi. Immersa in un territorio con tantissime ville e dimore d’epoca, Spello forse rappresenta la quintessenza della quiete umbra, con filari di olivi che si perdono a vista d’occhio e il sole che dolcemente si addormenta sulle colline del Monte Subasio che dietro si erge protettivo.

Non ha certamente la fama di Perugia, Assisi e Spoleto ma quando la si visita si comprende un po’ di più come e perché l’Italia sia stato nel passato il centro del mondo occidentale: ancora oggi, che l’Umbria per ragioni di cuore l’ho praticamente girata tutta e più di una volta, rimango stordito dalle bellezze che questa minuscola regione al centro dello Stivale conserva dentro di sé.

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