C’era una volta, in una fattoria lontano lontano, una famiglia di fattori: mamma Fattoressa, papà Fattore e il loro bimbo, da poco nato.

Ogni mattina papà Fattore si recava nella stalla per mungere le sue mucche, prendere il latte fresco per il loro bimbo e preparare tanto delle belle formine di formaggio, che il bambino amava molto.

Quando il bimbo crebbe, il Fattore preparava la sera prima il formaggio e lo poneva su un tavolino sotto una finestra, dopo poteva prendere un po’ di aria per solidificarsi.

Una mattina però il Fattore non trovò più il formaggio. «Che fine ha fatto il mio formaggio?» – pensò preoccupato il Fattore. Il bimbo ancora non camminava e non sarebbe mai stato in grado di raggiungere il tavolo e prenderselo.

Così il Fattore escogitò un piano: si piazzò dietro un divano, proprio a due passi dal tavolino, e aspettò. Quando si fece buio uscì dalla sua tana una topolina che – lesta lesta – rubò un pezzo di formaggio.

«Ah, altolà!» – urlò il Fattore facendo spaventare la povera roditrice! «Sei tu che rubi il formaggio del mio bambino!» – disse adirato alla topolina.

«Aspetti signor Fattore, non è come sembra» – rispose il povero animale per giustificare il suo comportamento. «Ho avuto anche io un cucciolo, il mio topolino, solo che non ho più latte da dargli e mangia soltanto questo formaggio!» – spiegò la piccola mamma-topolina.

Il Fattore si commosse davanti a quella mamma e il giorno dopo andò nella stalla della sua mucca: «Signora Mucca, abbiamo un problema. Il formaggio se l’è mangiato il piccolo topolino, perché la sua mamma non ha più latte. Lei se la sentirebbe di farsi mungere un po’ più di latte, così preparo un formaggino anche per il piccolo topolino?» – chiese il Fattore alla sua mucca.

«Certamente!» – rispose la mucca – «se possiamo fare qualcosa per il piccolino la dobbiamo fare».

Così ogni mattina il Fattore prendeva più latte e poteva preparare più formaggino, per il topolino e per il suo bambino. In questo modo il suo piccolo avrebbe compreso che se si può dare una mano di aiuto e chi ha meno di te, e soprattutto quando ti costa poco o niente, allora è sempre meglio farlo.

E così nella Fattoria vissero tutti felici e contenti.

(n.b. favola inventata per la mia piccola Elisa e raccontata centinaia di volte …)

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